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macchina fotografica digitale
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Come fare un buon ritratto

Nella fotografia le regole non devono sempre essere seguite, perché, soprattutto in questa pratica, la fantasia e la sensibilità artistica contano molto di più di qualsiasi regola. Per fare i ritratti però, ci sono delle linee guida che, se seguite, dovrebbero poter portare a risultati molto buoni. Vediamole insieme. Evitare, a meno che non si abbia in mente di fare una composizione particolarmente paesaggistica, di porre troppa esaltazione al panorama. In un ritratto infatti, tutta la concentrazione deve essere sulla persona, sul viso ed alla fine sugli occhi. Il rimanente dovrebbe essere solo cornice. Per eludere il fatto della chiusura degli occhi proprio nel momento clou dello scatto, sarebbe meglio scattare subito dopo un battito di ciglia, visto che è assai improbabile che una persona ne faccia due in rapida sequenza. Il soggetto andrebbe sempre posizionato di fronte ad uno sfondo formato da colori e da tonalità differenti da quelli dei capelli e della pelle.

 

Meglio poi optare per luci morbide, come le luci indirette e riflesse, evitando i raggi diretti del sole che creano contrasti forti e parti difficilmente comprensibili. Per fare un buon ritratto, la luce adatta è quella che filtra da un cielo un po’ nuvoloso. Se si espone il viso direttamente al sole si possono creare giochi di luce molto gradevoli, ma è necessario tenere sotto controllo i giochi d’ombra e far si che non si creino sul volto delle linee differenti da quelle dei lineamenti. I teleobiettivi, ovvero quelli intorno ai 135 millimetri ed oltre, sono perfetti per fare buoni ritratti, perché danno vita a pochi stravolgimenti geometrici, evitano che si sfochi lo sfondo e danno la possibilità di rimanere notevolmente lontano dal soggetto, che così può assumere pose molto più naturali. Il flash andrebbe evitato, perché è una luce che appiattisce; se c’è luce esterna, il soggetto va sistemato vicino ad una finestra, evitando l’esposizione diretta ai raggi solari.

 

Se la luce naturale manca e se il flash lo consente, sarebbe meglio dirigere la lampada verso l’alto, così si può usufruire di luce riflessa, molto più morbida e naturale. In linea di massima i visi tondeggianti andrebbero fotografati di tre quarti, mentre quelli lunghi e magri frontalmente; per mimetizzare le orecchie “a sventola”, è meglio usare un’inquadratura di tre quarti, mentre per i nasi molto spiccati è meglio lo scatto frontale. Le foto istintive sono sempre le più belle, ma sono anche quelle meno fattibili da un punto di vista della esatta esposizione e di tutti i parametri di scatto. Con una fotocamera non automatica, se si insegue la fotografia spontanea, occorre spendere un po’ in sviluppo e stampa: se invece si usa una fotocamera digitale tutta automatica si può cercare la giusta espressione anche con l’aiuto dello scatto a raffica.


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